Cetriolo
Ideazione, microcopy e sviluppo
Una webapp volutamente inutile, quindi piuttosto onesta: clicchi un cetriolo, partono animazioni, frasi casuali e un contatore che alle 23:59 rimette tutti al proprio posto.
Case study
Cetriolo nasce da una domanda seria, di quelle che nessuno ha il coraggio di fare in riunione: quanta dignità può avere una webapp in cui clicchi un cetriolo, leggi frasi casuali e guardi un contatore salire?
La risposta breve è: abbastanza.
La risposta lunga è sotto, purtroppo.
L’idea
Prendere una cosa completamente inutile e trattarla con una cura quasi sospetta. Un cetriolo cliccabile, animazioni, frasi casuali, un contatore e un reset quotidiano alle 23:59. Niente dashboard motivazionale, niente gamification da manuale, niente promessa di produttività personale. Solo un gesto piccolo, ripetibile, vagamente terapeutico e senza alcuna pretesa di migliorare il genere umano.
Che, a pensarci bene, è già più onesto di parecchie app.
Il mio contributo
Ho lavorato sull’esperienza completa: idea, tono, interazione, microcopy e struttura della webapp. L’obiettivo era farla sembrare semplice senza farla sembrare buttata lì. La differenza è sottile, ma importante: il no sense funziona solo quando dietro c’è controllo, ritmo e un minimo di ossessione per i dettagli.
Il click doveva essere immediato. Le frasi dovevano arrivare senza spiegoni. Il contatore doveva essere leggibile. Il reset giornaliero doveva dare quel piccolo senso di rito inutile che, inspiegabilmente, ti fa tornare.
Perché ha senso
Perché non tutto deve diventare contenuto strategico, lead magnet o caso studio con grafici finti. A volte un progetto piccolo serve a testare tono, reazione, interazione, memoria visiva e velocità di rilascio.
Cetriolo è questo: un esperimento digitale leggero, costruito per far sorridere, ma anche per ricordare una cosa che mi interessa molto: la tecnologia non deve sempre spiegarsi. Ogni tanto può anche limitarsi a funzionare, essere strana, e lasciarti con la domanda peggiore possibile.
“Perché ci sto cliccando sopra?”
Risultato
- Una webapp minima, veloce e immediata.
- Una micro-interazione facile da capire anche senza istruzioni.
- Un tono volutamente assurdo, ma coerente.
- Un oggetto digitale piccolo, inutile e quindi sorprendentemente sincero.